Malefica, la Regina del Male: ovvero Il Milanese Imbruttito nel Quattordicesimo Secolo


Cinema / mercoledì, Ottobre 30th, 2019

Ritengo La Bella Addormentata nel Bosco (prodotto da Walt Disney nel 1959) uno dei film in assoluto più importanti della Storia del Cinema occientale.

Un’opera che testimonia tempi che non esistono più: metodi creativi e produttivi impossibili da pensare oggi: concepito e voluto da un uomo azienda che tutto decideva in totale autonomia e stava costruendo un impero (cosa che avrebbe di fatto contribuito a creare nuovi presupposti che ci hanno portato al sistema di multinazionali che abbiamo oggi), è la testimonianza di un capriccio –mi si perdoni la volgare scorciatoia- di chi ha fortemente voluto Un Arazzo Prerinascimentale In Movimento, diverso da tutti film sulle principesse visti fino ad allora, grafiche spigolose e quasi stilizzate (in forte controcorrente con i gusti del pubblico), il più simile possibile all’azione dal vivo, un girato quasi bidimensionale (che correva il rischio di destabilizzare l’occhio dello spettatore) con una colonna sonora classica, un finale fortissimo nei toni e quasi horror nella rappresentazione, una cattiva che sta in scena molto più a lungo della protagonista (ma ce ne sarebbe da raccontare).

Per realizzare tutto questo è stato necessario spedire animatori e creativi in europa a studiare l’arte del Basso Medioevo, affidarsi a Eyvind Earle (disegnatore dallo stile controcorrente) per improntare tutta l’estetica visuale del film, concepire una scena centrale lunghissima e costosissima e lavorarci per quasi un decennio, senza badare a spese (politica che ancora non aveva ben imparato dall’uso del merchandising e che costò il primo anno di bilancio in rosso alla casa di produzione, nonostante il film diventerà il secondo titolo di maggior successo al cinema di quell’anno dopo Ben Hur!) E anche qui ce ne sarebbe da ragionare e continuare per un seminario universitario.

 

Il film è uno splendore per occhi e orecchie; un’opera folle, nata per puro amore di Bellezza. Al di là delle considerazioni squisitamente estetiche, un classico non perde mai la sua potenza quando è valido sotto diversi punti di vista (non solo quello tecnico);  e qui quello narrativo è un piccolo capolavoro. I personaggi (soprattutto i comprimari) sono tra i più realistici mai visti in animazione a partire dai due suoceri ottusi e ignoranti ma ricchi di nascita, le tre buone fatine che potrebbero costituire tema di studio sociologico e psicologico per quanto sono definite e veritiere le loro personalità, per il loro menage che dura da anni e che ha creato un equilibrio con screzi e affetto compreso, scritti ed animati a tratteggiare personaggi e relazioni in modo così potente da far ricordare i romanzi di Jane Austen.

Chi ruba la scena, arrivando al dunque, è la villain del caso: una Regina altera e fascinosa, elegante e spietata nelle proprie decisioni, temuta e rispettata, avviluppata in un perfido fuoco viola e verde acido, che incute reale paura e che potrei paragonare per magnetismo e intensità solo all’inarrivabile Tim Curry di The Rocky Horror Picture Show ( in effetti sarebbero perfettamente interscambiabili nei due film). C’è sempre stata un’attrazione fatale verso quella particolare cattiva Disney, che pur annovera una galleria di perfidi di eccellenza (vi è traccia nei registri Disney che Walt stava progettando un parco a tema dedicato esclusivamente ai suoi cattivi) perché si sa: un racconto è valido quanto più lo è l’antagonista che ci metti dentro. Non è credibile infatti un eroe che insegue il proprio scopo senza un pericolo veramente tangibile a minacciarlo, e tutta la storia perde di tensione drammatica con conseguente mancanza di immedesimazione da parte del lettore/spettatore e immancabile noia. Scrivimi un cattivo fiacco e hai già prodotto una ciofeca.

Doveva nascere giusto quella creatura dalla bellezza ultraterrena di Anjelina Jolie per dare fisicità e rendere onore a questo personaggio, da lei interpretato in due live action: Maleficent e Maleficent2.

Ricordo che già da piccolissima, rapita da questi sfondi bidimensionali quasi psichedelici e quegli alberi quadrati (li ha fatti quadrati!), seguivo con passione la vicenda ogni volta che vedevo il film, mi impaurivo veramente quando la strega era in scena, ma non riuscivo a biasimarla fino in fondo.

Oggi capisco il perché.

Cinquant’anni prima che il mondo scoprisse quanto è dura fare la dirigente d’azienda quando sei una donna, guardando Il Diavolo Veste Prada, e che tutti ti giudicano “una perfida strega”, Disney ce lo aveva già perfettamente e precisamente spiegato attraverso la sua Malefica.

Chi è questa donna? Vediamo di capirla da quanto ci è dato di vedere nel film. E’ a capo delle Forze del Male, è una Strega potentissima ed una persona di grande intelligenza e carisma a cui è toccato smazzarsi un Ministero che nessuno ha voluto perché scomodo (ma il Male esiste, e qualcuno dovrà pur amministrarlo, no?). La gente, quindi, le porta rispetto perché è una che conta ma la isola, perché si sporca le mani di lavoro: è fuori dai giri della gente “bene” come i regnanti che non la invitano al battesimo di una figlia che è stata tanto cercata che quando finalmente è arrivata hanno fatto una tale festa che hanno invitato tutti –ma proprio tutti- tranne lei. Eppure quando sei un re o un capo dovresti saperlo molto bene che a volte tocca anche stringere mani che non ti andrebbe di stringere; ma Re Stefano è un ricco ignorante, non abituato a vivere di ciò che produce e a dover lavorare per vivere. Grosso errore.

 

La Regina Malefica è forse la prima imprenditrice vista nel mondo Disney: mettevi nei suoi panni. Per mandare avanti la sua attività ha in dotazione un castello che cade a pezzi e una serie di sottoposti decrebrati e totalmente inaffidabili; memorabile la scena in cui –non capacitandosi di come sia possibile che non abbiano ancora trovato la principessa nascosta dopo anni di ricerche- un suo scagnozzo le riferisce “Abbiamo cercato dappertutto, nei boschi, nelle case e in tutte le culle!” con quel candore tipico degli idioti che ti fa salire l’omicidio. Giuro che provo pietà per lei ogni volta che vedo quella scena e sclera: “Le culle?” strabuzza gli occhi, si gira verso il suo amato assistente-corvo (l’unico vagamente sveglio con cui può avere uno straccio di conversazione) “Hai sentito, mio diletto? Sedici anni a cercare una bimba in fasce!” e si lascia andare ad una risata isterico-disperata per poi sfulminare nel culo tutti quegli impiegati coglioni che ha, che chiaramente manco ne capiscono il motivo “Idioti! Cretini! Im-be-cil-li!”.

 

E’ dura tirare avanti un’attività quando ti ritrovi a dover delegare (e tutti i capi prima o poi sono costretti a delegare) dei compiti ai tuoi dipendenti che sono costituiti da quattro stronzi fancazzisti, due assenteisti di merda che prova solo a toccarli e ti scatenano dietro tutti i sindacati, un raccomandato che ti tocca tenerlo perché i compromessi nella vita si devono fare, ed un unico essere quasi utile. Il corvo, infatti, le viene trasformato in pietra per puro dispetto dalla più tremenda delle buone fate (Serenella) e, quando la povera Malefica se ne accorge, le viene un colpo; un po’ come quando l’unico essere cerebralmente attivo che hai in azienda e rischia quantomeno –non dico di essere produttivo – ma almeno di non farti casini da Intervento della Guardia di Finanza ti dice che va in maternità. Nooooooooooooooooo!!!

E non ditemi che è stata stronza ad incarcerare quella specie di Elvis cotonato in gonnella del principe, un perfetto “Trota” medievale viziato e che non ha un cazzo di meglio da fare che girare a cavallo a rimorchiare per poi incapricciarsi della prima bella ragazza che vede. Ti farebbe bene fare il militare… Mi ricorda una famosa gag di Aldo Giovanni e Giacomo in cui uno dei tre interpreta un poliziotto chiamato all’una di notte da qualcuno che lamenta gli schiamazzi dei vicini che facevano casino e mangiavano pasta con le sarde. “Perché se all’una di notte mangi la PASTA CON LE SARDE vuol dire che domani non hai UN CAZZO DA FARE!”

 

Sì, è vero: ve la passo. Si è inalberata e ha lanciato una maledizione (questo non è carino). Ma i colpi ai clienti non paganti che ti lasciano nella merda quando l’INPS viene a battere cassa (e quello è puntuale come la morte), glieli mando anche io. Maledizioni moderne?

Per forza che poi non ti invitano a un cazzo di battesimo e a te salta il coperchio! E sticazzi della principessa o del cazzo che sia: sei felice? Vaffanculo io ti rovino la festa, e prova solo a dire “A” che ti strafulmino anche a te, capra!

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