L’adorabile Drew Barrymore e la Seconda Stagione di Santa Clarita Diet


Cinema / sabato, Marzo 31st, 2018

La seconda serie della spassosissima splatter-comedy prodotta da Netflix, riprende dal climax che avevamo lasciato nel finale di stagione.

Senza rivelare troppi dettagli, la vicenda narra della coppia di agenti immobiliari Sheila e Joel, sposati con una figlia adolescente che conducono una vita da coppia perfetta in una villetta di paese americana; finchè un giorno Sheila si sente male e si trasforma in una non–morta che si ciba di carne umana.

Cos’è che rende perfetta questa gustosissima serie? Una scrittura impeccabile, scelte di regia divertitamente gore, una fotografia in controtendenza con l’argomento (luminosa, colori pastello), un corollario di attori straordinari nei tempi comici e perfetti nell’equilibrio tra commedia e horror che hanno a cartuccia una serie di battute comiche esilaranti. Lo humor nero horror certo non è novità, e neanche il tema degli zombie (anche se qui la parola non è nominata); ma qui non vi è imitazione dello stile Watersiano della Signora ammazzatutti o delle Desperate Houswife.

La cifra definitiva che porta al sublime la serie, è la scelta –perfetta- di Drew Barrymore nel ruolo di protagonista e mattatrice assoluta. Drew, figlia d’Hollywood, bambina prodigio, adolescente maledetta, attrice poi recuperata e produttrice di successo è oggi una donna sulla quarantina (un pochino repressa prima dell’incidente che le cambierà la vita o la non vita a seconda di come la si voglia vedere) dotata di una caratteristica che l’ha resa un’icona degli anni ’80 e ’90, a discapito di alcune sue colleghe notevolmente più belle. Drew Barrymore è ed è sempre stata adorabile. Vederla sventrare le sue vittime come una iena inferocita e poi fare gli occhi dolci al marito nell’inquadratura successiva è esilarante, e solo lei sarebbe riuscita a rendere il contrasto in modo così ineffabile e lieve. Non avrei nemmeno mai pensato che sarebbe cresciuta come un’attrice capace di queste sottigliezze, ma forse si puo’ fare un parallelismo tra le vicende dell’attrice e quelle della sua eroina…

 

Cosa succede ad una donna di quarant’anni, che cerca di mandare avanti un matrimonio senza farlo cadere nella noia, portarsi a casa una paga e crescere una figlia nel pieno delle difficoltà adolescenziali, se diventa –inspiegabilmente- uno zombi? Succede un bel niente: cosa volete che sia questo inceppo confronto ad una figlia che viene sospesa da scuola e che affronta le prime esperienze sentimentali a cui stare accanto; confronto ad un capo maschilista ed ottuso con cui si è costretti a convivere per tirare a campare, un marito innamorato ma con cui è bene coltivare un rapporto affinchè esso non si stanchi. Nel mondo di una madre di famiglia costretta a fare da giocoliere con tutte queste palle, morire e poi risvegliarsi assetate di sangue non è che una complicazione in mezzo alle altre beghe quotidiana che ha per far funzionare la famiglia.

Il colpo di genio della serie è questo: arrivati ad una certa età, ed imborghesiti, i miti adolescenziali (quali per esempio i morti viventi) perdono del loro fascino e diventano meri affari burocratici da spicciare. Così quando Sheila, davanti agli occhi del marito impietrito, strappa a morsi la giugulare di un malcapitato perchè non controlla i suoi istinti, lui la guarda e sconsolato le dice “Tesoro: adesso chi lo pulisce ora tutto questo sangue? Devi seguire il programma: questo per oggi non era previsto, saremo costretti a parlare col giardiniere domani per quel problema del tubo che perde”.

La serie è da vedere tutta d’un fiato, e da godere immedesimandosi nei protagonisti (potrebbe succedere a chiunque tra noi, e allora? Come lo gestiremmo?)

Segnalo l’irresistibile cameo di Gerald McRaney che mi spingo a definire all’altezza del Gene Hackman di Frankenstein Jr.

Godetevela.

Pezzo pubblicato su http://www.nocturno.it/movie/santa-clarita-diet-stagione-2/

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