La Fregatura delle Aspettative e la Felicità


Cose Importanti della Vita / domenica, Dicembre 3rd, 2017

Mi ricordo che una mattina mi sono svegliata con dentro un grande senso di aspettativa (…) e mi ricordo di aver pensato: “Ecco, questo dev’essere il preludio della felicità, questo è solo l’inizio e d’ora in poi crescerà sempre di più! Non mi ha sfiorato l’idea che non fosse il preludio. Era quella la felicità. Era quello il momento. Era quello.” Clarissa Vaughn (Meryl Streep in The Hours)

Avevo 9 anni. Un’estate passata a correre in bicicletta con gli amichetti che vivevano intorno a casa dei nonni. Giocare a pallone, a nascondino, rotolarsi nell’erba; tornare infine a casa la sera (sempre in ritardo col cazziatone quotidiano della mamma) tutta sudata, coi ginocchi sbucciati e i vestitini sporchi. Mi ricordo come fosse ieri che uno di questi pomeriggi stavo in piedi appoggiata ad una colonna davanti al giardino che era il punto di ritrovo alle tre dopopranzo: “Per me l’età più bella sono stati decisamente i nove anni!” Pontificavo con aria da donna vissuta. Pochi pensieri a scuola, tanto divertimento con gli amici, le vacanze coi nonni e le ricerche sul Conoscere. E poi il nonno che mi insegna a giocare a pallavolo. Sono brava, sai? Non potevo sapere che di lì a pochi mesi i miei genitori si sarebbero separati, la nonna sarebbe mancata di una leucemia fulminante, avrei cambiato casa e attraversato uno dei periodi più bui della mia breve vita fino ad allora.

Avevo 22 anni. Era una giornata già afosa di giugno e, alle cinque del mattino ero già per le strade di Londra con la mia divisa di Starbuck’s che andavo ad attaccare il turno delle 6. Una volpe mi attraversa la strada, il sole sorge e i primi lavoratori si muovono verso la stazione della Tube. Imbocco l’entrata della stazione. Vivevo a Leytonstone in quel periodo: quartiere che ha dato i natali ad Alfred Hitchock (mio regista del cuore e nato il mio stesso giorno dell’anno) e la stazione è istoriata tutta con mosaici che rappresentano le scene dei suoi film più celebri. La giornata è bella e l’aria è ancora pulita. “il mondo è ai miei piedi” penso. Avevo vent’anni, vivevo in una stanzetta schifosa con due cambi di guardaroba e la mia divisa. Non avevo assolutamente idea, non dico di dove andasse la mia vita, ma di dove mi avrebbe portato la giornata. Ero pazza di gioia. Avrei staccato alle due, stanca morta ma felice come una pazza avrei seguito i miei colleghi in qualsiasi posto andassero, e incontrato gente proveniente da chissà quale sperduto paese del mondo. Ero forte perché non avevo niente da perdere. Ascoltavo, andavo in giro, Imparavo. Vedevo e sentivo cose nuove quotidianamente. Non avevo idea che di lì a breve questo abbrivio si sarebbe naturalmente esaurito ed avrei presto sentito l’esigenza di costruirmi una vita più stabile: una relazione, un lavoro. Non avevo idea di quali sarebbero state le difficoltà della vita adulta. Credevo che la felicità si dipanasse davanti a me, che fosse solo l’inizio. Invece la felicità era quella. Quel preciso momento, con quella volpe che correva e quel treno che ho preso alle 5:25 quella mattina.

Avevo 36 anni. Era il 5 dicembre e l’anniversario di quando mi ero morosata col mio ex-amore. Ero andata a trovarlo a casa sua (cascava ponte) e abbiamo passato due giorni meravigliosi assieme tra risate, baci, scambi di affetto e in giro a mangiare cannoli siciliani, spulciare i mercatini di libri ed essere semplicemente felici. Mi svegliavo alle 7 del mattino da tanto che ero su di giri per tutta sta felicità. (E chiaramente svegliavo lui). Credevo fosse il preludio di una lunga vita insieme, che avremmo trascorso i prossimi cinquant’anni così, a ridere, pungolarci e coccolarci. Non potevo sapere che la mia felicità era lì, in quel momento e in quel luogo. Non potevo immaginare che le cose andassero anche vagamente diversamente da così. Se qualcuno, durante quei due giorni, mi avesse detto che avremmo mai più litigato gli avrei riso in faccia. Non avrei mai considerato il fatto che i rapporti finiscono, le persone non sempre riescono a conciliare gli obiettivi personali e si deludono a vicenda. Insomma che la vita si può mettere di mezzo.

In culo alla vita. Io voglio trattenere nella mia mente quello che decido io. E trattengo solo questi momenti.

 

Era quella la felicità. Era quello il momento. Era quello.