The Wonder of Books and the Poetic Magic They Have to Shorten Distances


Cose Importanti della Vita / venerdì, Ottobre 6th, 2017

Questo pezzo è dedicato alla mia amata zia Annex: e perciò lo tradurrò anche in inglese, visto che lei è di madrelingua inglese. Mi spiace infatti da morire che non possa leggermi, visto che è stata proprio lei una di quelle che tanto mi ha spinta ad iniziare a scrivere.

This article is dedicated to my Auntie Annex, so that’s why I am going to translate it in my rusty, clumsy English as well. I am sorry she cannot really follow the whole blog, since she was one of those popole who first encouraged  me to start writing.

Annex è la mia zia acquisita (è la moglie di mio zio), è keniota e poco più grande di me (poi metteteci pure che c’ha sta pelle perfetta che dimostra dieci anni di meno e che ha una personalità assurda nel vestirsi: una di quelle persone che può indossare tranquillamente un sacco delle immondizie e ne fa un capo di stile). Spesso ci divertiamo ad andare in giro e lei mi chiama la sua nipotina (nei negozi o al bar) e ridiamo come pazze davanti agli occhi increduli del malcapitato di turno, che vede due donne praticamente coetanee una dalla pelle nerissima e perfetta e una pallida con le lentiggini.

Si sono conosciuti a Londra con lo zio, si sono trovati immediatamente e si sono sposati (e oggi mi hanno omaggiata di uno splendore di cugino bello come il sole che si chiama Agostino Nelson). Hanno vissuto qualche anno qui a Gorizia quando è nato Agostino, e ora sono in Regno Unito. In quegli anni Annex, che è una giornalista, ma lavora ora come counselor nelle scuole, ha portato la sua enorme collezione di libri con se’. Libri classici, romanzi, libri per bambini, libri di marketing, letteratura, tecniche di scrittura creativa, empowerment, graphic novels: insomma, la collezione di una vita. La tragedia è che ha dovuto lasciarli qua in deposito quando sono ripartiti.

Stasera ho preso una decisione: quella di tenerli tutti io (ci ho scritto il suo nome dentro, così quando viene a trovarmi se ne riprende qualcuno – compatibilmente ai problemi di spazio in valigia-) e questo pomeriggio ho aperto uno di quei magici scatoloni.

Quando ho aperto il primo (con emozione) ho chiaramente annusato il primo libro che ho preso in mano (come faccio sempre) e c’era profumo di libri con una storia, libri che sono stati amati, regalati. letti e riletti. Io li ho inventariati e ci ho scritto il suo nome. Chiudendo gli occhi ho ripensato a tutte le nostre sessioni di te e pasticcini, in cui parlavamo del nostro futuro, di cosa avremmo voluto dalla vita, di dove cercare l’ispirazione. Abbiamo condiviso difficoltà, pettegolezzi, grandi notizie, qualche lacrima e tanto tanto ridere. Ogni volta che ci rivediamo è lo stesso: non cambia niente. Lei è sempre lei ed io sono evoluta (attraverso la diagnosi del mio disturbo ed un’acquisita maturità) anche grazie alle sue parole. “Dai a te stessa il permesso di perdonarti” mi diceva quando mi fustigavo perché non stringevo niente nella vita. “Un seme, prima di diventare un fiore, deve prima morire. Poi diventa quello che era destinato ad essere. E’ un proverbio keniota, sai?” Mi diceva quando stavo male.

L’ho ritrovata tutta, la ziona, quando passavo i libri uno ad uno. Era come averla qui con me. Le ho scritto un wazzup, e ho dedicato un tweet. Almeno di questi tempi la tecnologia ci aiuta, noi anime che si amano a distanza. Mai quanto aiuta il profumo di un libro.


Annex is actualli my auntie in law (shes married to my uncle). She’s from Kenia, just a few years older than I am (and then you have to add to it that she has an incredible perfect skin which makes her look at least ten years younger and that she is so sassy in her style that she could wear a rubbish bag and actually make it look like Vouitton. FACT). We often enjoy going around and call ourselves auntie and niece, just for the sake of laughing at the reaction people have (this is when we are going shopping or for a drink). You can imagine people’s reaction when they see these two women who look the same age: one is perfectly black and the other one is pail as the moon and with freackles calling themselves auntie and niece. And anyway we really are so there you have it!

They met in London with my uncle, they immediately got along and shortly after that they were married (and gifted me with a handsome little boy – my cousin- as bright as the sun, called Agostino Nelson). They have lived a few years here in gorizia (due to business) and now they are back in the UK. When they have moved here, Annex (who has a Master degree in journalism and literature but is now devoting her knowledge working as a counselor for children) brought along her enormous book collection. Classics, novels, graphic novels, marketing manuals, psychology manuals, writing skills manuals, children books: I mean a lifetime collection. Tragedy came when she couldn’t take them back to UK when they had to go back.

Tonight (exactly three hours ago) I took a drastic decision: I am keeping them all! I wrote her name above them, so she can always know which books are hers and eventually take some of them back with her when she comes visit (If Ryanair allows as to do so…). So a few hourse ago I actually opened those magic treasure boxes.

When I grabbed the first book in my hands I -of course- smelled it (as I always do with books) and man I am telling you: they smelled of books with their own story, books which have been loved, given, borrowed, underlined, read and again. I have organized them and wrote her name inside. I closed my eyes and I remembered every time we met for tea and pastries, when we talked and talked about the future, what we expected from our lives, our dreams and our goals and inspired each others. We shared difficult times, gossip, big and small news, few tears and lots and lots of laughing. Everytime we meet is like we left each other yesterday: nothing changes between us. She is always the same and I have evolved through the diagnosis of my mental illness and became more mature. This was thank to her advice too: “Give yourself permission” she used to say to me when I got frustrated. “A seed needs to die in order to become a flower. It’s a kenian prover, you know.” She would tell me when I wasn’t well.

Oh I did find my beloved auntie, going through her books tonight. It was as if she was here, next to me sipping her tea. I tweeted her: tecnology today is a big help for people who loves each other from far away. But it never be as effective as the perfume of a book.

Love you, dear Annex.

Your niece