Volete sapere che cosa conta davvero nella vostra vita? Fate un back up del vostro smartphone


Cose Importanti della Vita / mercoledì, Aprile 19th, 2017

Ci sono situazioni nella vita, in cui inaspettatamente ti ritrovi a fare il punto di quello che è lo stato dell’arte della tua esistenza, in quel preciso momento storico della stessa. Ecco: a me è capitato oggi quando -per esigenze di lavoro- mi sono ritrovata a backuppare e riorganizzare tutto il materiale fotografico che avevo in smartphone e tablet. Audio, video e fotografico.

Inizio col dire che i filmati e le fotografie prese per lavoro erano immerse in un oceano SPAVENTOSO di istantanee delle mie quattro gatte. E di Massimo Ranieri. Ma migliaia e migliaia.

No. Inizio col dire che sono piena di gente che mi vuole bene, di kitsch, di posti bellissimi, di gesti di affetto, di Massimo Ranieri, di ricorrenze, nascite, matrimoni, prime teatrali e momenti importanti delle vite dei miei affetti, che ho il privilegio di vivere con loro, attraverso la condivisione che i mezzi attuali dei social ci permettono di attuare in tempo reale.

Ma vi dicevo dei miei gatti. Quante caspita di foto potrai mai fare al tuo gatto? E poi, diciamocelo; il gatto non è certo l’animale più attivo in natura: dorme 22 ore al giorno. Eppure vedere per credere: un caspita di tera solo per loro: Uva che mangia, Uva che si lava, Uva col piedino all’insù, Mela acciambellata, Uva e Mela acciambellate insieme, Uva acciambellata da sola. Massimo Ranieri che canta La voce del silenzio, Chiquita che prende il sole di tre quarti, profilo destro, profilo sinistro. Frambua che gioca con la pallina, con lo scoiattolino di pezza, col nastrino del pacco regalo. Mi sono sentita una malata mentale (ironico che, in un certo senso lo sono per davvero), ma capite quello che voglio dire.

La seconda voce più inventariata è stata la categoria “amici”: quelli di Roma (almeno quaranta foto di Michele col sopracciglio all’insù), quelli di Gorizia (il mio amico Andrea che mi mostra orgoglioso e compiaciuto tutta una serie di soprammobili orrendi), Massimo Ranieri, le mie amiche di Milano e di casa (mitragliate di “Ditemi la verità: mi sta bene sta gonna o mi fa il culone?”).

Poi le mie. I famosi selfie in cui, ahimè, cado anche io: solo non mi ero resa conto che me li scatto tutti mentre sto portandomi una cucchiaiata di melanzane alla bocca, o sono appena sveglia e bevo tronfia il mio caffelatte dalla tazza che ho acquistato al concertone di Massimo Ranieri (e che effigia il suo faccione, giustamente). Come il cacio sui maccheroni, ho un’infinità di miei autoscatti con la maschera alla mandorla in faccia e la tinta all’henne indiano in testa, con tutto il cellophane. Quelle le mando ad amici e parenti per molestarli. Ma una carrellata che potrei farci uno di quei manifesti femministi “Io mi tengo i peli sotto le ascelle e apro al corriere con la busta della COOP in testa, E NE VADO FIERA”. Ho trovato un selfie col pentolone di goulash, non ve lo volevo scrivere ma alla fine ho deciso di vuotare il sacco. La verità, si sa, una volta che spilla fuori è come una voragine e deve uscire tutta. Per chi non mi conosce, specifico che non tocco alcool, quindi non posso neanche dare la colpa a quello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categoria a parte: Il gatto Bernardo delle mie amiche Katia e Federica. Ho più foto sue che dell’amormio (a lui dedicherò un articolo a parte, ma sappiate che è un tipo piuttosto pacioso che non ama stare dietro a sfinare la barba tutti i giorni, quindi la lascia incolta. Potrei allestire una performance di videoarte con i vari stadi di crescita della sua barba e con la tragedia di quando viene tagliata via col tosacani). Dicevo il gatto Bernardo. Ecco il dubbio atroce: lo inserirei nella cartella “Amici”, ma lui su Facebook è catalogato come mio cugino. Sono ancora che ci penso. C’è da dire che è un gatto seriamente bello. Proprio come Massimo Ranieri.

Giuro che ho anche tanta roba su cui lavoro e che conservo con accuratezza: non sia mai che sto lungo e scemo discorso passi per sciatteria! Il fatto è che oggi, i mezzi che abbiamo a disposizione fanno sì che la vita privata e quella professionale si miscelino senza poter tornare indietro, ed è una cosa di cui non tutti si rendono conto, e che mi ha turbato nel rendermene conto.

Il padre di Rossella O’Hara (o era Massimo Ranieri-non ricordo) in Via Col Vento glielo diceva sempre: “Oseresti dire, Miss Rossella O’Hara, che la terra non conta nulla per te? Ma se è la sola cosa per cui valga la pena di lavorare, di lottare, di morire! Perché è la sola cosa che duri.” Mi è venuto in mente esattamente questo mentre completavo sbalordita questo esasperante lavoro di catalogazione certosina. Volete sapere “che cosa conta davvero” per voi? Backuppate il vostro telefonino e avrete delle sorprese. Catarsi? Autoanalisi? Autoconsapevolezza? Punto sulla tua vita? Tutto quello che ho e quello che invece mi manca? Fate voi e poi venitemi a raccontare cosa ne avete tratto.