Il Mistero delle due Lune e i Novantanni di mia Nonna


La nonna / domenica, Agosto 6th, 2017

Parlo spesso della mia nonna. Qui, sul blog, sui social, col moroso, con gli amici, coi colleghi. E’ l’ultima che mi è rimasta (ed io ho avuto la fortuna sfacciata di conoscerli tutti e quattro con una bisnonna per bonus).

La nonna è nata a Caporetto, ha fatto la maestra ed è rimasta maestra nel suo essere, coi suoi occhiali sempre a mezzo naso, con la calma con cui -da persona anziana- si gira ed estrae “quelli per vicino” quando vuole che l’aiuti a risolvere l’ultima definizione di un rebus sulla mitica Settimana Enigmistica (ha 91 anni oggi e fa gli schemi liberi eh). Maestra. Con le sue letture sulla Regina Elisabetta, con questa aria fine che si da (salvo poi uscirsene con qualche sconcezza appena scorda il proprio ruolo).

Ora, la cosa che il macellaio al mercato non capisce, che il medico alle visite non concepisce, che il tabaccaio al banco non pensa nemmeno è che sia ancora del tutto e completamente perfettamente lucida alla sua splendida età. Messa meglio di me, per capirci. Vive da sola e si fa aiutare da una persona che stira e fa le pulizia nella sua grande casa un paio di volte a settimana. Per il resto si cucina deliziose minestre con la base di cotechino e deliziosi risotti al sugo di pomodoro (e non mi invita mai, sta infamona).

Capite lo sgomento di mia madre, date queste premesse, quando una sera (durante una consueta telefonata a ora di cena per scambiarsi un saluto e un come va) la nonna con tono confuso le chiede: “Iva hai visto anche tu che stasera ci sono due lune in cielo?”. “Mamma ti prego. Vai a vedere Teche te e poi vai a dormire”.

Ma mia nonna non si è data pace e, dato che la mamma l’aveva liquidata, ha provato a telefonare a mio papà, nella speranza di ottenere più considerazione. Stesso discorso: ci sono due lune in cielo e vuole sapere se le vede anche lui. Lui temporeggia, resta vago, la saluta, chiude il telefono e chiama immediatamente mia madre. “Iva io non so se faccio bene a riferirti questa cosa, ma forse è arrivato il momento (la xe andada, come si dice in dialetto. In dialetto fa tutto più ridere, chissà perché).

Si consultano e decidono di riapprocciare la nonna con delicatezza e diplomazia. La mamma le telefona: “Cosa fai? Hai cenato? Senti ma questa cosa delle due lune: me la rispieghi per favore?”

E la nonna candidamente confessa: “Ma sì: pomeriggio è venuta a trovarmi quella mia amica, le ho offerto un bicchiere di quel vino buono che mi hanno regalato. Era proprio buono sai? Ne abbiamo bevuto mi sa anche due bicchieri a testa” (a questo punto l’arcano è pressoché palese) “poi siamo andate a chiudere le serrande e abbiamo visto queste due strane lune.”

“Capisco.La tua amica è andata via in bicicletta?”

“No: è venuto il figlio a prenderla.”

“Meglio così. Vai a dormire adesso che ne parliamo domani.”

“In effetti, stranamente ho molto sonno. Chissà cosa è stato che me lo ha fatto venire…”

Niente. Ancora non la xe andada