Bignami per l’Esame da Gattara


Vita coi Gatti / martedì, Febbraio 24th, 2015

Già pubblicato su http://www.elbradipo.net/

Un grazie sincero a tutte le gattare, eroine delle nostre città, soprattutto quelle più diffidenti, chiuse e introverse. Solo in loro ho conosciuto un incondizionato, disinteressato e sincero amore per gli indifesi. Grazie per avermi accolto e per essere tutt’ora diffidenti nonostante tutti gli anni passati insieme.

La gattara è, per definizione, colei che si occupa dei cani e dei gatti randagi sul proprio territorio. Le colonie feline (così chiamate) sono patrimonio del comune, così come lo sono le creature che se ne prendono cura sfamando gli animali tanto che adesso è richiesto un patentino rilasciato (sempre dal comune) dopo un breve corso. Abbiamo quindi pensato di preparare un compendio per aiutare chi lo desidera ad affrontare l’esame di ammissione per diventare gattara/o:

La gattara è un individuo di sesso quasi sempre femminile che ha raggiunto ormai la mezza età. I registri storici riportano notizie di rarissimi casi di gattari-uomo ma il fenomeno è così inusitato da non costituire campione di studio.

Se siete intenzionati a farvi gattari entrate immediatamente in azione! Mescolatevi alla popolazione delle gattare della vostra città per calarvi nella loro realtà ma attenti a mimetizzarvi con cura perché tendono ad essere ostili con gli umani, soprattutto con la sottospecie maschile. Questa motivata diffidenza, tuttavia, è spesso facilmente superabile.

Osserverete presto che la gattara tende ad aggregarsi in piccoli gruppi di quartiere che mai nutrono simpatia reciproca, quindi cercate di non sconfinare dalla vostra colonia felina.

Questa creatura è di modi ruvidi e spesso si presenta digiuna delle più elementari norme di comune cortesia; potrà comunque stupirvi con inaspettati quanto generosi gesti di gentilezza. Essa piange molto raramente: solitamente lo ha già fatto in abbondanza in vita sua. Attenzione però: la gattara ti manda affanculo in zerodue. Il profilo finora descritto, che a noi può risultare straniante, non deve farci pensare che essa sia per forza una pura di cuore: ha però intuito che l’impronta individualista della società moderna è un modello fallimentare.

Calatevi ora fisicamente nei vostri nuovi panni:

Cotonatevi i capelli prima di tutto e tingeteli (biondo o corvino poco importa, conta l’improbabilità della sfumatura). L’uso di qualsiasi tipo di balsamo è tassativamente vietato. Potrete domare la vostra chioma con l’ausilio di un mollettone color ambra.

Condite il vostro aspetto con un prepotente uso di ombretto celeste e con abuso di mascara (modello bambola russa). La mimetica della gattara è composta da corpetto fiorato e leggings sia in estate che in inverno. Nei mesi invernali potrete ripararvi dal freddo con l’ausilio di un piumino corto di colore fluorescente.

Cominciate ad allenare la voce: iniziate a fumare per acquisire quell’inconfondibile tono basso e roco, sfumato da da scatarrata latente. Inforcate assolutamente un paio di occhiali spessi (a fondo di sifone) assicurati da una cordicella colorata. Accessoriate infine il tutto con una borsa nera che indosserete a tracolla.

Darwin permettendo evolverete spontaneamente speciali articolazioni della mano – quasi un continuo naturale delle falangi- che insorgerà per l’uso assiduo dello strumento Tupperware.

Spostatevi solo a mezzo di vecchie utilitarie (possibilmente un po’ scassate per permettere ai felini di riconoscerne il personale tossire del vostro motore) in cui è vitale che aleggi un costante odore di cane coperto da una perenne nuvola di patchouli. Il fenomeno odore di cane in un’auto dedicata al rifocillamento felino risulta tuttora misterioso ed è ad oggi al vaglio dei ricercatori.

Il cofano dell’autovettura va così attrezzato:

– sacco di crocche da 15 kg

– ciotola\dosatore per le crocche

– tanica da 20 litri di acqua potabile

– spugnette

– pentolone di pastina e carne lessata (quest’ultimo deve essere legato con corda di spago e deve essere manchevole di  uno dei due manici perché smesso)

– guanti di lattice opzionali

Imparate la lingua! Le gattare conversano tra loro usando il loro dialetto locale ma non fatevi trarre in inganno: ai gatti esse si rivolgono in lingua italiana, consce della responsabilità portata dal proprio ruolo di educatrici feline. Ricordatevi di nominare il gusto “pollo e rognone” almeno una volta in ogni conversazione. Chiamerete i vostri felini per nome e imparerete presto a capirne le abitudini, così come loro prenderanno confidenza con le vostre.

Scoprirete nel mondo delle gattare un’attività e un linguaggio cittadino parallelo a quello comunemente sentito, discutibile forse, ma comunque sorprendente che assurge a diventare religione (gattology).

State attenti ai calci in culo. Delle gattare, ovviamente.