La Senile Vena Polemica Dei Miei Due Gatti Anziani


Vita coi Gatti / martedì, Marzo 10th, 2015

Avevo due gatti anzianissimi.

Lui ventuno anni, lei diciannove (che per i gatti sono come dire centocinque e novantotto). Stavano tutto il giorno acciambellati nel loro cestino o seduti sul divano L’una accanto all’altro, acciaccati da artrosi e tiroide e vagamente rincoglioniti da una forma di demenza senile (eh si: prende anche ai gatti).

Negli anni della loro senilità, erano veramente uno spasso: sì, i loro corpicini si erano come asciugati rendendoli leggeri da sollevare, e i loro musetti erano un po’ incavati per via dei dentini -che erano caduti- e dell’osteoporosi. Stavano sempre vicini –seduti a forma di sfinge sul divano o sul mio letto- e osservavano quello che succedeva intorno a loro con sguardo grondante giudizio e biasimo. Di quando in quando uno dei due si tirava su e attaccava ad inveire contro le nuvole, salvo poi dimenticarsi del perché aveva iniziato a protestare in primo luogo, rinsavire e tornare finalmente al proprio posto.

Erano tutti rallentati nei movimenti, mezzi sordi e manco a dirlo non ci vedevano neanche molto bene, per cui spesso dovevo provvedere alla loro igiene personale perché i dolori reumatici rendevano difficoltoso per loro piegarsi per pulirsi bene (come piace tanto fare ai gatti).

Certo, quando c’era qualcosa di buono da mangiare, erano i primi a venire a riscattare la loro tassa doganale; dico che erano i primi perché c’erano gatti più giovani in casa, che però non possedevano la loro expertise nel campo delle sarde impanate. Se ne stavano sempre accanto a chiunque ci fosse in casa in quel momento, ed erano abituati ad essere interpellati continuamente e a sentire chiamare il loro nome molto spesso: e loro molto attentamente seguivano con lo sguardo il loro interlocutore (nella speranza che avesse qualche biscottino in tasca).

Saranno stati “solo” gatti, saranno stati svaniti e poco reattivi, saranno pure stati rincoglioniti, ma nella casa in cui erano entrambi cresciuti ed invecchiati la loro presenza come coppia senior si sentiva, e ammorbidiva tutto l’ambiente come un valore aggiunto non precisamente quantificabile.

Ogni tanto li mettevo assieme nella trasportina e li portavo a fare un giro dal veterinario a fare il “tagliando”.

“Quasi quarant’anni in due! Complimenti!” Diceva lui tutte le volte. Li trovava pieni di acciacchi e di doloretti, ma in uno stato che complessivamente si reggeva su se stesso come per un equilibrio incantato. Mi ricordo che ad annusarli sula testolina trovavo sempre che avessero un odore diverso dai gatti giovani: era più dolce, proprio come quello che ha la pelle delle persone molto molto anziane.

Avevano raggiunto una sorta di equilibrio coniugale attraverso gli anni, che la pacatezza della loro avanzata età aveva cementato: osservarli guardarsi e lavarsi tra di loro era una lezione di auto consapevolezza e di accettazione quotidiana.

Ci sono tante storie che potrei raccontare su di loro e sui nostri anni insieme, e su come siamo cresciuti, siamo cambiati e sono evoluti i rapporti tra di noi, su come ho avuto il privilegio di crescerli e vederli invecchiare, e in un caso accompagnarli fino alla fine e su come tutto questo abbia arricchito il nostro percorso assieme. Tante storie.

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